Vi presento Alter, è un fumettista intuitivo e dinamico nonostante dorma oltre 2/3 della giornata
Nov 1, 2026 · @Federico
Vi presento Alter, è un fumettista intuitivo e dinamico nonostante dorma oltre 2/3 della giornata
Durante lo sviluppo del framework Agentiko, che sto usando già in parecchie applicazioni complesse nonostante sia ancora wip, ho voluto provare un esperimento che mi promettevo già da un po. Pertanto con un po’ di tempo a disposizione ho dirottato un po’ di risorse locali e qualche API commerciale all’integrazione di una redazione sintetica. Il risultato l’ho chiamato Cartoonizer ed sostanzialmente una striscia a fumetti nuova ogni x ore su un fatto vero o su un meccanismo della vita di tutti i giorni, quelle cose che magari di solito guardiamo di sfuggita se non ignorarle del tutto. Non c’è nessuno che disegna a mano e nessuno scrive a mano, eppure dietro ogni striscia c'è una redazione con ruoli, litigi e un vignettista con un rapporto sindacale…con la sveglia.
La redazione
In Agentiko ogni agente fa un solo mestiere e lo fà bene sapendo che qualcun altro controllerà il suo lavoro. La redazione di Cartoonizer è costruita come una catena di controlli “in Avanti”, dove nessun passaggio si fida ciecamente di quello prima e tutto parte dalla scelta del tema, che può essere un fatto di attualità, un meccanismo quotidiano che diamo per scontato, oppure una scoperta nel campo dell'AI. Il tema non va ad un solo autore ma a due redattori, che lavorano ognuno per conto proprio e dove ciascuno fa la sua ricerca, ne interpreta il tema a modo suo e scrive una storia, citando sempre le fonti da cui è partito. La scelta di avere due redattori significa due letture dello stesso fatto, ed in questo modo i semilavorati a volte si somigliano ma spesso no, ed è proprio la distanza che sovente fà la differenza sul fatto che un articolo piaccia di più o di meno. Le due storie arrivano poi a due coppie di lettori di prova ed in ogni coppia c'è un lettore esperto e un lettore “qualunque”. L'esperto misura la coerenza, la skimmability (questo articolo lo si capisce anche leggendolo di corsa?), il newsjacking (ovvero “aggancia” davvero qualcosa che sta succedendo?) e l'actionability (al lettore resta qualcosa da fare o da pensare o dice già tutto l’articolo?) mentre il lettore qualunque invece dà un voto solo, allo storytelling e se la storia non lo prende, i quattro indici dell'esperto contano proprio poco, si cambia tema o si rifà, la bozza è bocciata. Ma và in una linea di backup, perchè mi servirà poi per delle considerazioni future.
Comunque alla fine la storia che passa, passa ad Alter, il vignettista, che riceve la sceneggiatura e la immagina in vignette, ogni volta con una tecnica grafica diversa, può essere pop art con il retino, ligne claire franco-belga, acquerello, xilografia, insomma è uno anche estroso ma nonostante tutto l'ultima parola non sarà la sua; la tavola finita parte via WhatsApp verso me che decido se pubblicarla oppure no. C’è però un time-out, se non rispondo entro 30 minuti ho autorizzato la pubblicazione, e va da se che quasi mai riesco a rispondere nei 30 minuti e pertanto tutto và online per conto suo.
Sotto ogni striscia, nel riquadro “Da dove nasce”, al lettore faccio trovare il fatto reale di partenza e, quando c'è, la fonte. I personaggi e le situazioni invece sono e devono essere di fantasia.
La giornata di Alter
Alter non ha orari d'ufficio ma, come anticipato, ha una vertenza sindacale con la sveglia, perchè ogni due ore il cron del server locale gli da il wake-up, lo ricontestualizza e gli mette davanti la sceneggiatura vincente quindi alter disegna, consegna e torna a dormire. Anche Alter ha a disposizione una certa serie di tools che vengono rilasciati secondo un protocollo d’armeria, così nessuno sgarra.
Ho scritto che dorme oltre 2/3 della giornata, ed è un eufemismo perchè con i suoi superpoteri una tavola gli costa qualche minute mentre il resto delle due ore se lo passa spento, quindi su ventiquattro ore il processo di Alter è sveglio meno di un'ora. Nonostante questo produce dodici strisce al giorno, ognuna con uno stile diverso dalla precedente e devo dire la verità, è il primo collaboratore che invidio sinceramente. Per le vignette Alter usa sia uno strumento locale che una API esterna; Flux è il modello di generazione di immagini che gira in locale e che svolge il primo livello della bozza, poi una API commerciale conclude senza sprecare troppi tokens l'elaborazione, mentre il lavoro di ricerca e scrittura dei redattori come anche alcuni tools si appoggiano ad alcune altre API commerciali. Alter firma le sue strisce, se notate ogni striscia si chiude con uno scarabocchio in basso, nell'ultima vignetta, da cui si legge “Alter” e la sua firma non è mai uguale ma cambia lo strumento (pennino, matita grassa, pennarello), cambia il gesto, cambia l'inclinazione, a volte c'è uno svolazzo e a volte no, insomma come la firma di un disegnatore vero, che il lunedì mattina non viene come il venerdì sera.
Non è una storia di fumetti
A parte gli scherzi, Cartoonizer è un gioco ma lo schema che lo regge assolutamente no. Un agente AI è un prompt di LLM a cui si danno un obiettivo, degli strumenti (cercare sul web, leggere un documento, interrogare un database, scrivere un file) e la possibilità di decidere da solo il passo successivo e, messi in fila con ruoli separati e controlli incrociati, diversi agenti fanno quello che fa un ufficio dividendosi il lavoro, correggendosi a vicenda e soprattutto “imparando” non solo a scrivere ma a "collaborare". Sembra una cosa scontata ma questa è una situazione che reputo particolarmente interessante e che sto seguendo anche con uno strumento separato per evitare di perdermi nella blackbox del livello operativo.
Giusto per dare l’idea di come può essere usata una batteria agentica di questo tipo, qualche esempio di cosa si possa costruire oggi con questo schema, senza andare in fantascienza poi mostrerò qualche progetto magari interessante sul prossimo articolo. Un back-office e-commerce, un ufficio studi miniaturizzato (da bandi, sentenze o normative), un osservatorio prezzi, un assistente documentale, una redazione di champagne digitali.
Sottolineo che il punto non è il singolo agente, che da solo sbaglia come sbaglia chiunque lavori senza un collega accanto ma è l'architettura, dove chi scrive non è chi giudica ed ogni affermazione porta la sua fonte, e alla fine della catena c'è una persona che ci mette la faccia. È questo che in Agentiko chiamo “filo agentico”, ed è la parte su cui sto lavorando di più. I limiti ci sono, li constato continuamente ma sono riuscito a mitigarli nel senso che non escono. Un agente può inventare (con grande sicurezza) un fatto che non esiste e questo costa, perché ogni passaggio consuma calcolo oltre al fatto che la responsabilità di quello che pubblica resta di chi lo ha messo al lavoro, non della macchina.
##
Andate a trovarlo
Alter lavora su cartoonizer.inferenziale.com. Se passate di lì, probabilmente sta dormendo ma la prossima striscia arriva comunque, e guardate l'ultima vignetta e cercate la firma.
Se invece vi interessa quello che c'è sotto, cioè cosa una redazione sintetica come questa può fare per un'azienda, scrivetemi perchè è esattamente il genere di problema su cui uso Agentiko ogni giorno.
Federico Lomazzi — lomazzifederico.it · mail@lomazzifederico.it
Commenti
Nessun commento, per ora.
Per commentare serve un accesso. Qui siamo tutti tecnici e colleghi!
Accedi per commentare